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RIFORMA DEL CATASTO FABBRICATI

10 novembre 2014 Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo che riattiva le commissioni censuarie, gli organismi che di fatto attiveranno la riforma del catasto.
Quella “grande riforma”, così l’ha definita il premier Matteo Renzi, che dovrà riscrivere l’anagrafe immobiliare del nostro Paese censendo oltre 62 milioni di immobili. Una riscrittura che serve a riavvicinare i valori fiscali degli immobili italiani a quelli reali importante soprattutto perché, sulle nuove valutazioni, saranno calcolate le tasse sugli immobili, dalla Tasi all’Imu.
Il compito delle commissioni censuarie, quelle ‘risvegliate’ dal Cdm, sarà quello di definire i nuovi valori da utilizzare per gli estimi catastali, stabilendo il valore medio ordinario di tutti gli immobili attraverso l’elaborazione di un coefficiente che terrà conto della qualità del manufatto, della sua collocazione, dell’anno di costruzione, dello stato conservativo degli immobili e dei valori immobiliari della zona di cui fa parte. In particolare – e questa è la vera novità di questa riforma – il nuovo valore degli immobili in futuro sarà calcolato non più sul numero dei vani ma sui metri quadri.
Il governo ha assicurato che nonostante la rivalutazione inevitabile delle stime, questa non produrrà un aumento del prelievo sui proprietari.

Cosa sono le commissioni censuarie
Introdotte in Italia nel 1886 in seguito alla definizione del primo assetto fiscale del Paese, le commissioni, tuttora esistenti, sono di fatto in disarmo. In molti casi infatti non si riuniscono anche da 15 anni. Tra i membri delle commissioni, per cui sono stati aboliti i gettoni di presenza, figurano rappresentanti delle Entrate, degli enti locali, professionisti, tecnici, docenti qualificati ed esperti di statistica e di econometria, indicati da Ordini e associazioni di categoria. Ogni commissione “locale” sarà organizzata in tre distinte sezioni: una si occuperà in prima istanza della revisione degli estimi, una seconda avrà competenza sui fabbricati, mentre alla terza sarà assegnata la competenza sui terreni.

I nuovi valori patrimoniali
Il valore patrimoniale di un immobile sarà determinato a partire dal valore di mercato al metro quadro rilevato dall’Osservatorio del mercato immobiliare per la tipologia di appartenenza del bene, a cui andrà applicato un fattore correttivo in funzione della localizzazione e di alcune caratteristiche edilizie. Il valore così ottenuto verrà moltiplicato per la superficie dell’immobile. La rendita catastale verrà definita a partire dai redditi da locazione medi (fonte Omi), tenendo conto della localizzazione e delle caratteristiche edilizie dei beni per destinazione catastale e ambito territoriale. Il valore così ottenuto verrà moltiplicato per la superficie dell’immobile e a questa cifra verranno poi applicate riduzioni che si riferiscono alle spese sostenute per la manutenzione straordinaria, l’assicurazione e i costi di amministrazione.

FONTE: http://www.rainews.it

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